Antonio Manzi – 2014

Antonio Manzi nasce a Montella (Avellino) il 15 marzo del 1953, si trasferisce in Toscana, a Lastra a Signa nel 1957. A dodici anni con il Ritratto del nonno scopre che nel disegno può convogliare e esprimere le sue emozioni, le sue angosce, la fatica di crescere. Autodidatta, nel 1968, vince il primo premio alla mostra di pittura estemporanea di Lastra a Signa e molti iniziano a conoscere e stimare quel ragazzo che quasi tutte le sere disegna sui tavoli della trattoria Sanesi di Lastra a Signa. Ai primi disegni eseguiti sul lino alterna la pittura. Arrivano i primi riconoscimenti. Sono l’apprezzamento di pubblico e di critica a spingerlo a dedicarsi interamente alla pittura. Nel 1972 la prima mostra personale alla Galleria Guelfa di Firenze dove espone 80 opere tra dipinti e disegni, nel 1974 la mostra a Padova alla Galleria d’arte Padova 10. Nel 1975 la prima mostra a Campi Bisenzio. Sono le prime tappe del suo percorso artistico e di una crescita personale tormentata e complessa a cui la pittura non basta più. Studia, lavora, intraprende lunghi viaggi all’estero, e scopre che altre tecniche, oltre al disegno ed alla pittura gli sono congeniali. Ecco quindi l’approccio anche a materiali diversi che gli consentono di esprimersi a tutto tondo. Nel 1977 le prime opere in ceramica, nel 1984 la pittura in affresco e l’incisione di oltre 200 punte secche, nel 1990 i primi graffiti, nel 1991 le prime sculture in terra cotta e in bronzo, nel 1995 a Pietrasanta le prime sculture in marmo. Dal 1991 alcune sue opere, sculture, affreschi, abbelliscono piazze pubbliche e chiese e sono molti i riconoscimenti tributati. Nel 2005 la grande mostra scultorea Antonio Manzi a corte al Giardino di Boboli di Firenze. Antonio Manzi, come tanti altri artisti, in quasi quaranta anni ha essenzialmente rappresentato l’uomo, i suoi sentimenti ed il suo essere nel mondo, partendo dall’esperienza individuale per farne simbolicamente esempio di tutta l’umanità. L’iniziale e personale sofferenza esistenziale lo ha portato a rappresentare in maniera visionaria e disperata il tormento e il male che vedeva nella società attraverso materie e tecniche che esaltavano l’immediatezza e l’incisività del segno a cui era demandata tutta la sua espressività creativa. Così come è divenuta nel tempo una necessità la costante ricerca di nuovi materiali nell’approfondirsi del suo rapporto con l’arte e per una mutuata visione del mondo tale da determinare anche un rinnovamento dei temi ed una emblematica evoluzoine stilistica.(Gabriella Mancini – tratto dal catalogo “Il Museo Manzi”)

Date

25 février 2016

Category

Art Exhibitions

BOOK


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