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Cambiamento climatico: la consapevolezza del consumatore

Cambiamento climatico: la consapevolezza del consumatore

Il clima sta cambiando. Il modo in cui si coltiva l’uva cambia. Il vino cambia. Il ‘mindfulness’ (lo stato di consapevolezza) del consumatore di vino cambia.

I cambiamenti climatici cui stiamo assistendo non sono così inconsueti nella storia della viticoltura. Effettivamente i viticoltori hanno sempre dovuto fare i conti con l’adattamento al cambiamento climatico.  Le scelte diverse, maturate nei  tempi (scelte di tipo genetico, ambientale e colturale) sono il risultato di un lunghissimo cammino adattativo.

A fronte di un clima più caldo, oggi, si sceglie di piantare le viti più larghe, usare portainnesti più tolleranti alla siccità, gestire diversamente il verde in modo che le chiome proteggano di più i grappoli dall’esposizione al sole.

Anche la selezione di cloni di Sangiovese che meglio si adattano all’attuale clima è una nostra risposta al cambiamento, ma in altre zone potrà essere il vitigno stesso la risposta: potrà avvenire un cambiamento delle varietà coltivate in alcune zone, in risposta ai cambiamenti climatici.

In quest’ottica si è assistito, nei secoli, anche al fenomeno di delocalizzazione, cioè lo spostamento della viticoltura dalle zone antiche di tradizione a zone con un profilo climatico più favorevole.

Questa consapevolezza il viticoltore ce l’ha da sempre. E’ giusto che anche il consumatore ne sia cosciente.

Se, da una parte, il viticoltore mira a mantenere i vini il più possibile vicini ai vini del passato, dall’altra parte il consumatore deve avere la consapevolezza che il clima sta cambiando quindi i vini cambiano.

A fronte di un clima più caldo il livello di alcol è più alto, l’acidità è più difficile da controllare, i tannini molto spesso sono meno morbidi, la stessa complessità aromatica cambia.

E’ vero che la tecnica enologica è un grandissimo strumento di controllo del fenomeno, ma….il vino è fatto in vigna. Il vino parla del territorio in cui nasce, del clima in cui il frutto è cresciuto e maturato. E’ giusto che sia così ed è giusto che il consumatore questo voglia trovare nel bicchiere.

 

 



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