Francesco Bruni
Francesco Bruni, Firenze, 1972. Vive e lavora a Firenze.
Francesco Bruni, sin da ragazzo ha scelto l’arte. Inizia giovane ad esporre e collaborare con gallerie che lo portano in giro per il mondo. Nella sua interpretazione artistica mette a confronto il corpo umano e la natura, trovando, per esempio, una correlazione nella funzione svolta dalla vena cerebrale e l’albero.
La sua arte non si ferma alla pittura, evolve insieme al suo percorso professionale, sfociando nell’utilizzo delle tecniche di progettazione e stampa che supportano la sua creatività.
Avvalendosi del supporto digitale, Bruni trasforma materiali quali plexiglas, vetro, cemento, specchio o ferro in opere e installazioni dedicate al mistero della vita e delle sue forme, alla creatività della natura e dell’uomo che la traduce in bellezza, in arte. Il percorso artistico di Bruni – che trova una sua eco nelle ricerche concettuali dell’Arte Povera (in particolare di Merz, Pistoletto, Kounellis, Penone, Gilardi) – è un viaggio all’interno del reale, delle leggi, dei codici e dei linguaggi che sorreggono la grande architettura dell’esistente.
Nello specifico, la ricerca di Bruni parte dalla morfologia e dal simbolismo dell’Albero, assunto a forma archetipica dell’evoluzione della vita e della conoscenza. La struttura della pianta, le sue linee e ramificazioni, si presenta e si ripete nel micro e nel macro-cosmo, nelle venature delle foglie così come nei reticoli dei tessuti e dei sistemi del nostro corpo, ma anche nelle mappe topografiche e idrografiche del nostro pianeta.
Se ignoriamo l’origine concreta delle linee dei suoi quadri, finiamo su un terreno che sembra proprio quello dell’arte astratta, dove riprese aeree e immagini al microscopio si confondono. L’arte di Bruni è a tutti gli effetti una questione di grado di risoluzione e di prospettiva, in cui la realtà può essere facilmente convertita in astrazione, in segni al contempo plastici e iconici.
Di tutte le forme artistiche, l’arte astratta è certamente quella che meglio può renderci l’idea della struttura dell’infinitamente grande e piccolo, e l’arte di Francesco Bruni attraverso lo studio della natura della realtà, ci restituisce le geometrie e i diagrammi energetico-morfologici che organizzano, secondo una norma armonica assoluta, la materia e il suo movimento generativo.
Partecipa negli anni a numerose mostre collettive e fiere d’arte come St’Art -Straburgo, Art Rotterdam, Europ’Art -Ginevra, Lineart – Gent, Artè Nim – Nimes e Art Paris. A Berlino presenta tre mostre personali a cura di Gabriele Stroh. Diverse le personali e le commissioni sul terrirorio toscano da parte di Pitti Immagine Uomo e Consorzio del Gallo Nero. Tra le mostre italiane si segnala: “Senzatitolo”, Palazzo Pretorio a San Donato in Poggio (FI); “Riluce”, Fondazione La Rocca di Staggia; Personale presso Galleria del Palazzo, Enrico Coveri, Firenze
