G. E. Palandri – 2012

PALANDRI GABRIELE ERNO

Nasce a Pistoia nel 1970, consegue il Diploma di Arredatore e la Maturità d’Arte Applicata all’ Istituto d’Arte P.Petrocchi di Pistoia e il Diploma di Grafico Pubblicitario.

Inizia negli anni ‘90 la sperimentazione delle tecniche pittoriche, pastelli, acrilici, olii fino all’esecuzione ad aerografo.

Inizialmente parte da una base surrealista che sfocia sempre piu’ nel figurativo.

Cerca sempre immagini che diano un messaggio e non fini a se stesse.

All’inizio del 2000 lascia i colori e riprende in mano la penna biro, vecchio amore, ed inizia un nuovo percorso, sempre figurativo, ma dove la parte fondamentale è rappresentare un concetto con una sola immagine.

Opera su tavola lasciata a nudo, oppure lavorando il fondo con tecnica mista dove va a disegnare (o scrivere) con la penna. Attualmente lavora con diverse gallerie in Italia.

Alcune sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche.

Hanno detto di lui………..

Il giovane artista toscano è un esponente della figurazione, conosciuto e apprezzato da pubblico e critica grazie ai suoi raffinati disegni realizzati a biro su tavola.     “La metafora è la cosa fondamentale che lega tutte le mie opere – afferma lo stesso Palandri, aggiungendo – mi sento più un cronista che racconta sensazioni, fatti, eventi del tempo che sto vivendo. Probabilmente avrei voluto fare lo scrittore, ma ho avuto un dono diverso, invece che raccontare per scritto posso raccontare storie con un’immagine disegnata”.    Quale è l’obiettivo di Palandri? “Usare la penna per scrivere immagini, lo scrittore che si fonde con il pittore, il cronista che racconta immagini del pittore scritte dalla penna dello scrittore”. Per questo motivo l’artista definisce le sue opere con un neologismo: “scrisegnate”. Nascono così opere dove è evidente il non-finito e dove la parte disegnata dialoga con le spatolate bianche libere e gestuali. Ecco allora che da un’increspatura dello sguardo si possono intuire vicende, tormenti, storie di anime strappate da angoli della memoria. (Paola Artoni)

 

I perché dell’anima… continuo insistentemente a ripetere questa frase per iniziare un primo approccio di lettura alle opere di Gabriele Palandri, in arte Erno, che per quanto possano sembrare accattivanti e perfettamente eseguite contengono un significato “segreto” che si schiude piano piano mentre la nostra percezione si sposta da un particolare all’altro.  La sua arte è come una poesia “ermetica”, dove tutto è simbolico, metafisico, esistenziale e dove la sperimentazione porta ad una dissoluzione del linguaggio tradizionale.  In una società dove tutto è in continuo movimento l’Artista ci spinge a chiederci perché… facendoci soffermare su immagini di ordinaria routine che spesso ci scivolano vicino .  Le sue opere sono stralci di tempo, di emozioni, di persone immortalate, di sentimenti interiori ed esteriori, ma soprattutto esse parlano di espressioni, di dialogo, di parole silenti, che l’Artista verbalmente forse non riesce ad esprimere, ma   artisticamente sì. (Rossana Cheli)

Date

22 January 2016

Category

Art Exhibitions

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